Il dialetto, l'inno di Mameli e “Va', pensiero”, il mito di Fetonte. L'ignoranza di chi propone strafalcioni forse maschera intenzioni più pericolose
EDGARDO ROSSI*
Di fronte alla protervia e all’ignoranza di un movimento politico che vorrebbe imporre lo studio obbligatorio dei dialetti e la nascita dei cosiddetti inni regionali, voglio dire due cose. Punto primo. In Italia esistono: 13 gruppi linguistici gallo italici, 5 gruppi linguistici veneti, 1 gruppo definito varianti del dialetto toscano, 4 gruppi dei dialetti centrali, 5 gruppi dei dialetti meridionali intermedi, 6 gruppi linguistici siciliani, 2 gruppi linguistici corsi. A tali gruppi vanno aggiunte 13 minoranze linguistiche riconosciute con legge 482 del 1999. Già così la mappa risulta variegata, ma se si vuole essere ancora più precisi si scopre che i vari gruppi si dividono in sottogruppi spesso estesi solo in ambiti locali. Restando su un piano regionale basterebbe ricordare che in Piemonte sono riconosciuti: l’astigiano, il torinese, il cuneese, il vercellese, l’alessandrino, il monferrino, il langarolo, il valsesiano, il biellese, il canavesano. Si può affermare per difetto che nel nostro Paese esistono 261 parlate diverse. Verranno attivati tutti gli insegnamenti di tali parlate o ne verrà privilegiata qualcuna?
Secondo. Viene proposto il coro Va’, pensiero come inno del nord. Tratto dal Nabucco di Verdi (1842), è cantato dagli Ebrei prigionieri in Babilonia. I versi di Temistocle Solera sono ispirati al salmo 136 della Bibbia, noto come Super flumina Babylonis. Il testo fu, nel corso del Risorgimento, considerato un messaggio patriottico, facile riconoscere una similitudine tra gli Ebrei prigionieri dei Babilonesi e gli Italiani oppressi dagli Austriaci. Non capisco perché tale coro dovrebbe identificare meglio l’Italia o una parte di essa. Quando non si hanno sufficienti conoscenze si confondono i simboli e così Fetonte, fulminato da Zeus per la sua incompetenza nel guidare il carro solare e caduto nei pressi del Po (Eridano per i Greci), diventa un gigante dormiente simbolo dell’orgoglio padano.
Questo inutile sfoggio di ignoranza in realtà nasconde ben altre intenzioni, e mi pare che di leggi pericolose e poco rispettose della dignità umana siano state licenziate in questi ultimi tempi, per cui ben più gravi sarebbero i motivi del contendere, ma non si può sempre tacere di fronte a dichiarazioni lanciate con tanta sicumera.
*Docente di filosofia, Alessandria
Pubblicato come corsivo dei lettori da La Stampa
lunedì 17 maggio 2010
Una semplice proposta
Una semplice proposta!
di Edgardo Rossi
In periodi di crisi come questo chi governa parla di sacrifici che tutti dobbiamo attuare per il bene comune, vorrei allora anch’io fare una piccola proposta, lo faccio anche a costo di sollevare accuse di populismo o di superficialità socio-economica.
È risaputo che per risparmiare soldi il ministero delle finanze ha provveduto a praticare tagli di spese definite inutili in vari ambiti della pubblica amministrazione (scuola, ospedali e servizi in primis), perché non si provvede anche ad abbattere i costi della politica in modo serio. I deputati italiani sono i più pagati d’Europa, propongo di adeguare i loro stipendi ai loro colleghi d’oltralpe e di dimezzare i loro salari, provvedendo anche a tagliare i numerosi benefit di cui godono (si va dai massaggi, a tanti piccoli servizi particolari). Propongo altresì che l’aiutante di cui hanno bisogno (il cosiddetto portaborse) venga assunto con contratto regolare, altrimenti non si vede per quale motivo onorevoli e senatori debbano percepire dei soldi per poi o pagare in nero i collaboratori o peggio ancora non assumere nessuno. Propongo anche che vengano abbassati gli stipendi dei vari dirigenti dei tanti carrozzoni statali (in verità molti di questi andrebbero chiusi, ma non sono così ottimista), gli stipendi dei dipendenti della Camera, del Senato e del Quirinale. Devono essere dimezzati anche gli stipendi dei consiglieri regionali e dei presidenti regionali, nonché degli assessori. Ovviamente anche gli emolumenti dei rappresentanti del governo dovrebbero essere adeguati e opportunamente ridimensionati (anche qui vedendo i compensi dei colleghi europei i nostri sono i meglio pagati, e onestamente non capisco il perché). Bisognerebbe poi diminuire il numero di consiglieri provinciali e comunali ed eliminare le circoscrizioni in tutti i comuni. Pochi lo sanno ma il presidente di circoscrizione percepisce uno stipendio sostanzioso per svolgere un ruolo analogo (ma molto ridotto) a quello dell’assessore all’urbanistica, gestire spazi pubblici di un comune di medie dimensioni non è impresa per menti eccelse, basterebbero buon senso ed onestà. Far passare la moltiplicazione delle cariche pubbliche come un sistema di garanzia democratica o, come dice qualcuno, di più incisiva partecipazione, sa un po’ di presa in giro. Certe cariche poi sono state inventate solo per premiare amici e conoscenti o per dare un contentino a chi ha corso, perdendo, per cariche più importanti.
Ultimo punto le pensioni. Perché chi è stato deputato, senatore, eccetera deve percepire doppia pensione? Se un cittadino ha la ventura di essere eletto per una o più legislature dovrebbe, una volta decaduto dall’incarico, tornare al suo precedente lavoro, giunto all’età della pensione basterebbe sommare i contributi versati e giungere poi all’erogazione di un’unica pensione. Ovviamente non prima dei 65 anni. Se si vive in uno stato di diritto i diritti e i doveri dovrebbero essere ripartiti in maniera equa, mi pare che oggi esistano delle pesanti sperequazioni, non ho ancora sentito nessun partito proporre qualcosa di concreto per eliminarle, io fornisco a chi vuole questa mia semplice idea. Aspetto risposte, anche diverse o alternative, ma reali e concrete. Grazie.
di Edgardo Rossi
In periodi di crisi come questo chi governa parla di sacrifici che tutti dobbiamo attuare per il bene comune, vorrei allora anch’io fare una piccola proposta, lo faccio anche a costo di sollevare accuse di populismo o di superficialità socio-economica.
È risaputo che per risparmiare soldi il ministero delle finanze ha provveduto a praticare tagli di spese definite inutili in vari ambiti della pubblica amministrazione (scuola, ospedali e servizi in primis), perché non si provvede anche ad abbattere i costi della politica in modo serio. I deputati italiani sono i più pagati d’Europa, propongo di adeguare i loro stipendi ai loro colleghi d’oltralpe e di dimezzare i loro salari, provvedendo anche a tagliare i numerosi benefit di cui godono (si va dai massaggi, a tanti piccoli servizi particolari). Propongo altresì che l’aiutante di cui hanno bisogno (il cosiddetto portaborse) venga assunto con contratto regolare, altrimenti non si vede per quale motivo onorevoli e senatori debbano percepire dei soldi per poi o pagare in nero i collaboratori o peggio ancora non assumere nessuno. Propongo anche che vengano abbassati gli stipendi dei vari dirigenti dei tanti carrozzoni statali (in verità molti di questi andrebbero chiusi, ma non sono così ottimista), gli stipendi dei dipendenti della Camera, del Senato e del Quirinale. Devono essere dimezzati anche gli stipendi dei consiglieri regionali e dei presidenti regionali, nonché degli assessori. Ovviamente anche gli emolumenti dei rappresentanti del governo dovrebbero essere adeguati e opportunamente ridimensionati (anche qui vedendo i compensi dei colleghi europei i nostri sono i meglio pagati, e onestamente non capisco il perché). Bisognerebbe poi diminuire il numero di consiglieri provinciali e comunali ed eliminare le circoscrizioni in tutti i comuni. Pochi lo sanno ma il presidente di circoscrizione percepisce uno stipendio sostanzioso per svolgere un ruolo analogo (ma molto ridotto) a quello dell’assessore all’urbanistica, gestire spazi pubblici di un comune di medie dimensioni non è impresa per menti eccelse, basterebbero buon senso ed onestà. Far passare la moltiplicazione delle cariche pubbliche come un sistema di garanzia democratica o, come dice qualcuno, di più incisiva partecipazione, sa un po’ di presa in giro. Certe cariche poi sono state inventate solo per premiare amici e conoscenti o per dare un contentino a chi ha corso, perdendo, per cariche più importanti.
Ultimo punto le pensioni. Perché chi è stato deputato, senatore, eccetera deve percepire doppia pensione? Se un cittadino ha la ventura di essere eletto per una o più legislature dovrebbe, una volta decaduto dall’incarico, tornare al suo precedente lavoro, giunto all’età della pensione basterebbe sommare i contributi versati e giungere poi all’erogazione di un’unica pensione. Ovviamente non prima dei 65 anni. Se si vive in uno stato di diritto i diritti e i doveri dovrebbero essere ripartiti in maniera equa, mi pare che oggi esistano delle pesanti sperequazioni, non ho ancora sentito nessun partito proporre qualcosa di concreto per eliminarle, io fornisco a chi vuole questa mia semplice idea. Aspetto risposte, anche diverse o alternative, ma reali e concrete. Grazie.
martedì 16 giugno 2009
martedì 27 gennaio 2009
Bisogna ricordare
Bisogna ricordare…
di Edgardo Rossi
Bisogna ricordare, non si deve dimenticare che 12 milioni di uomini sono stati uccisi dalla criminale idiozia nazifascista, che tale violenza (seppure con altri nomi) aveva già perpetrato stragi e ne ha continuate a perpetrare anche dopo. La storia ci ha insegnato che imbecilli e criminali possono giungere al potere e che se gli è permesso di esercitarlo lo fanno senza nessun limite, si tratta di uomini come gli altri, con solo tanto odio e tanto smisurato egocentrismo in più, uomini indifferenti al dolore e alla sofferenza degli altri uomini. Sempre la storia ci ha insegnato che se i peggiori misfatti nascono da ideologie malate partorite dalla mente di uomini senza scrupoli, alle macchine di tortura e di sterminio ci sono sempre stati uomini normali.
Gli Ebrei, gli Zingari, gli Slavi, i Polacchi, i Russi, i testimoni di Geova, gli oppositori politici, i malati, gli omosessuali e tutti gli altri non sono stati uccisi fisicamente da Hitler, Mussolini, Stalin, Pinochet, Pol Pot e da tutti gli altri orribili mostri che hanno dato l’ordine, ma da chi ha ubbidito.
La responsabilità non è diversa, o vogliamo credere che chi ha creduto nella orribile e nefasta novella della superiorità della razza, chi ha girato lo sguardo, chi ha eseguito puntualmente gli ordini sia meno colpevole di chi ha ucciso e di chi ha ordinato di farlo?
Se vogliamo ricordare quei morti e vogliamo onorarne la memoria dobbiamo avere la consapevolezza della colpa. Dobbiamo sapere che quei fatti sono avvenuti, sapere che sono stati commessi da uomini su altri uomini e che la condanna è comune, moralmente nessuno può tirarsi fuori.
Oggi si dice che non era prevedibile, che se si fosse saputo… E oggi che si sa cosa è cambiato? Anche oggi ci sono le vittime collaterali, anche oggi ci sono i lager (e sono molti di più di quanto comunemente si vuol credere). Anche oggi c’è chi predica colpevole, stupido e criminale razzismo, c’è chi pesa le persone dalla loro lingua, dal colore della loro pelle, dal modo di guardare. C’è chi dice che è in atto una guerra tra civiltà. C’è chi nega i fatti e nega che quanto è avvenuto sia vero. C’è chi dice che certi popoli sono diversi.
Primo Levi ha detto: “…meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel cuore, stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”.
Siamo sicuri di aver imparato la lezione? O forse oggi siamo ciechi, abbacinati dalla nostra apparente tranquillità e stiamo quietamente aspettando il prossimo orrore per poi tornare a dire che bisogna ricordare, che non si deve dimenticare.
di Edgardo Rossi
Bisogna ricordare, non si deve dimenticare che 12 milioni di uomini sono stati uccisi dalla criminale idiozia nazifascista, che tale violenza (seppure con altri nomi) aveva già perpetrato stragi e ne ha continuate a perpetrare anche dopo. La storia ci ha insegnato che imbecilli e criminali possono giungere al potere e che se gli è permesso di esercitarlo lo fanno senza nessun limite, si tratta di uomini come gli altri, con solo tanto odio e tanto smisurato egocentrismo in più, uomini indifferenti al dolore e alla sofferenza degli altri uomini. Sempre la storia ci ha insegnato che se i peggiori misfatti nascono da ideologie malate partorite dalla mente di uomini senza scrupoli, alle macchine di tortura e di sterminio ci sono sempre stati uomini normali.
Gli Ebrei, gli Zingari, gli Slavi, i Polacchi, i Russi, i testimoni di Geova, gli oppositori politici, i malati, gli omosessuali e tutti gli altri non sono stati uccisi fisicamente da Hitler, Mussolini, Stalin, Pinochet, Pol Pot e da tutti gli altri orribili mostri che hanno dato l’ordine, ma da chi ha ubbidito.
La responsabilità non è diversa, o vogliamo credere che chi ha creduto nella orribile e nefasta novella della superiorità della razza, chi ha girato lo sguardo, chi ha eseguito puntualmente gli ordini sia meno colpevole di chi ha ucciso e di chi ha ordinato di farlo?
Se vogliamo ricordare quei morti e vogliamo onorarne la memoria dobbiamo avere la consapevolezza della colpa. Dobbiamo sapere che quei fatti sono avvenuti, sapere che sono stati commessi da uomini su altri uomini e che la condanna è comune, moralmente nessuno può tirarsi fuori.
Oggi si dice che non era prevedibile, che se si fosse saputo… E oggi che si sa cosa è cambiato? Anche oggi ci sono le vittime collaterali, anche oggi ci sono i lager (e sono molti di più di quanto comunemente si vuol credere). Anche oggi c’è chi predica colpevole, stupido e criminale razzismo, c’è chi pesa le persone dalla loro lingua, dal colore della loro pelle, dal modo di guardare. C’è chi dice che è in atto una guerra tra civiltà. C’è chi nega i fatti e nega che quanto è avvenuto sia vero. C’è chi dice che certi popoli sono diversi.
Primo Levi ha detto: “…meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel cuore, stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”.
Siamo sicuri di aver imparato la lezione? O forse oggi siamo ciechi, abbacinati dalla nostra apparente tranquillità e stiamo quietamente aspettando il prossimo orrore per poi tornare a dire che bisogna ricordare, che non si deve dimenticare.
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è un dovere per ogni uomo giusto
giovedì 8 gennaio 2009
martedì 6 gennaio 2009
giovedì 1 gennaio 2009
Alcune precisazioni su questo blog
Questo blog è principalmente un manuale di filosofia, in esso però compaiono (e compariranno articoli e pensieri in libertà), legato a Edgardo Rossi News c'è un Dizionario di Filosofia ecc. che crescerà man mano, così come crescerà il manuale (prevedo di metterci molto tempo n.d.a.).
Digitando sul lettore XiX si potrà entrare nel romanzo Graal, curato da Silvano Baracco e scritto a più mani sul sito Libere parole, fondato da Silvano anni fa e oggi non più attivo.
Per leggere tutto bisogna entrare nei vari archivi mensili, al momento non conosco un altro modo per creare l'elenco di quanto scritto.
Ad oggi la Filosofia va dalle origini ad Anassagora.
Gli articoli, si trovano in Novembre. o meglio Nov 01 e Nov 02, quindi a seguire
e sono
Le lacrime non hanno colore
Il silenzio degli innocenti
Omaggio a Silvano Baracco
si trovano con trova
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