domenica 15 maggio 2011

giovedì 7 aprile 2011

Democrazia di Silvano Baracco e Edgardo Rossi

Democrazia!
In una democrazia tutti i cittadini sono uguali, godono degli stessi diritti e hanno gli stessi doveri.
In una democrazia le leggi sono chiare e funzionano come regole a cui tutti aderiscono naturalmente.
In una democrazia la punizione per chi sbaglia è proporzionata ed ha sempre come scopo il recupero di chi ha sbagliato.
In una democrazia il valore della vita umana è preminente su tutto il resto, non si valutano le persone in base ai costi, anche perché quanto vale la dignità umana?
In una democrazia si ha il rispetto delle idee degli altri, non si ha paura di chi non la pensa come noi, si combatte perché tutti possano esprimere le proprie opinioni.
In una democrazia esiste almeno una cultura sufficiente a capire che la politica è una cosa seria, uno strumento al servizio di tutti. Non si è così impreparati da credere a promesse ed impegni formali, per giudicare ci si basa sui fatti.
In una democrazia la libertà è assoluta e la libertà risponde sempre alla legge morale, e la morale si base sul senso del dovere, perché l’uomo libero sa dare prima di saper prendere.
In una democrazia si usa parlare utilizzando il pronome NOI, non il pronome IO.
In una democrazia non si chiede cosa qualcuno ha fatto per me, ma ci si chiede cosa ho fatto io per gli altri.
In una democrazia non esistono cittadini di serie A, serie B, serie C, ma solo cittadini. Non esiste il servilismo e l’opportunismo verso chi ricopre cariche, verso chi ha titoli, verso chi possiede ricchezze. Ma questo è un fatto di cultura, che in una democrazia è garantita a tutti, altrimenti non è democrazia.
In una democrazia si garantisce ad ogni singolo cittadino la possibilità di realizzare i suoi sogni, ovvero è permesso a tutti di completare il proprio percorso formativo per diventare una persona cosciente, capace, competente ed onesta.
In una democrazia non si garantisce la pace combattendo guerre, perché si insegna il valore della pace, si insegna il valore della non violenza, si insegna l’importanza della tolleranza e del perdono.
In una democrazia tutte le persone sono garantite, non importa da dove provengono, e rispettate. E tutte le persone vengono punite solo se sbagliano, senza prevenzioni, senza condanne a priori.
In una democrazia non si usa minacciare, aggredire, spaventare, assoggettare, discriminare, indottrinare, intruppare e così via, perché in una democrazia si usa ragionare e le differenze di pensiero si confrontano sempre nel reciproco rispetto, questo perché la democrazia non è divisione ma condivisione.
In una democrazia nessuno si sente al di sopra delle parti e nessuno si ritiene in possesso della verità, anche perché esistono tante verità e i valori mutano con il mutare delle culture. In democrazia predomina il pensiero aperto, il passato ha valore solo come base del presente che deve restare aperto al futuro.
In una democrazia ci si ricorda sempre che le verità di oggi potrebbero essere gli errori di domani.
In una democrazia non si ha paura di cambiare opinione e di ammettere la ragione degli altri.
In una democrazia si ha la consapevolezza che la democrazia non è qualcosa che c’è ma un qualcosa che diviene e cresce giorno dopo giorno con la partecipazione di tutti.
Edgardo Rossi & Silvano Baracco

martedì 18 gennaio 2011

Di nuovo alla sua attenzione signor Berlusconi

di Edgardo Rossi

Signor Berlusconi mi tocca scriverle un’altra volta, lo avevo già fatto (e ben due volte), ma sicuramente lei non se lo ricorda, preso com’è dalle sue feste, dai suoi proclami, dall’inventare scherzi e amenità con cui intrattenere i vari potenti della Terra nelle varie assise internazionali da lei frequentate, oppure ad essere premuroso padrone di casa quando ne ospita qualcuno. Si sa che le sue battute e le sue gag hanno fatto il giro del mondo e sono meriti di cui menare vanto.
Devo essere sincero sono molto dispiaciuto di dover perdere del tempo per causa sua, ma lo faccio volentieri sapendo che lei sta vivendo in gravi ambasce, e aiutare chi soffre è un atto molto umano.
Entro nel nocciolo di questa mia per darle un consiglio; si dimetta! Vada a vivere nel suo castello di Antigua, passi le sue giornate ad organizzare feste, raccontare barzellette e cantare canzoni intrattenendo gli ospiti che sicuramente non mancheranno (per altro pare che per queste cose abbia una naturale talento, non lo butti via).
Lei ha già una certa età, è riuscito a passare indenne dalle tante vicende poco chiare in cui risulta coinvolto, i tanti processi che deve ancora affrontare prevedono tempistiche lunghe, non farà in tempo a vederne la fine. Se si vuole bene e se vuole un po’ di bene ai suoi elettori (dico alla massa popolare che lei da anni illude e circuisce trattandola un po’ come l’utile idiota) vada a vivere ai tropici.
Lei non lo sa, o non se lo ricorda, ma ha avuto un famoso predecessore come spergiuro (andiamo giurare sulla testa dei figli e dei nipoti, ma cos’è una fiction su cosa nostra?) e uomo coinvolto in dubbi affari; si chiamava Cepperello da Prato, meglio noto come ser Ciappelletto, figura resa immortale dal Boccaccio. Lui, coerente fino alla fine, compì il suo più grande inganno in punto di morte e si guadagnò la santità. Lei non ha lo stesso spessore del fu notaio toscano, rischia di prolungare la sua decadenza impegnandosi nel cercare di destabilizzare le istituzioni democratiche, ha già provveduto a licenziare una serie di leggi ad personam, non le sono bastate perché questo Paese possiede una Costituzione, spesso disattesa ma comunque in grado di distinguere il lecito dall’illecito. La sua rischia di essere una fatica si Sisifo, e alla lunga potrebbe anche pagare il conto di ciò che ha fatto. Non se ne vada da questo mondo lasciando solo macerie, la sua memoria storica è già compromessa adesso, non la peggiori, se ne vada in vacanza, forse troverà anche chi potrebbe compiangerla. Ora sta solo accumulando irrisioni, non è stufo?
La saluto con poca stima ma molta sincerità.

mercoledì 12 gennaio 2011